Contenuti revisionati dal Dr. Alessandro Melis, farmacista
Fonti scientifiche verificate

Home » blog » Prevenzione malattie croniche: screening e stili di vita

Prevenzione malattie croniche: screening e stili di vita

prevenzione malattie croniche

La maggior parte delle malattie croniche — cardiovascolari, tumori, diabete di tipo 2, malattie respiratorie — non arriva per caso: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità queste patologie causano circa 7 decessi su 10 nel mondo e condividono pochi, ben noti fattori di rischio modificabili: fumo, alcol, alimentazione scorretta, sedentarietà e inquinamento. La prevenzione efficace si costruisce su due pilastri: stili di vita corretti mantenuti nel tempo e controlli e screening adeguati all’età e ai fattori di rischio personali. In questa guida vediamo cosa fare concretamente, decennio per decennio, e come la farmacia dei servizi può aiutarvi nel monitoraggio di pressione e glicemia.

I fattori di rischio modificabili: dove si vince la partita

Su genetica ed età non possiamo intervenire; su questi fattori sì, e i benefici sono documentati a ogni età di inizio:

  • Fumo: è il singolo fattore di rischio evitabile più importante per tumori e malattie cardiovascolari e respiratorie. Smettere conviene sempre: parte dei benefici cardiovascolari si osserva già entro il primo anno. Esistono percorsi e farmaci di supporto: medico e farmacista possono indirizzarvi ai centri antifumo.
  • Alimentazione: più verdura, frutta, legumi e cereali integrali; meno sale (l’OMS raccomanda di restare sotto i 5 grammi al giorno), zuccheri, carni processate e grassi industriali. Il modello mediterraneo resta il riferimento; per un approfondimento pratico leggete le nostre abitudini alimentari per prevenire il diabete.
  • Attività fisica: l’obiettivo di riferimento per gli adulti è di almeno 150-300 minuti settimanali di attività moderata (o 75-150 di attività intensa), più esercizi di rinforzo muscolare due volte a settimana. Anche camminare conta.
  • Alcol: non esiste una soglia “sicura”; meno è, meglio è. Attenzione al consumo quotidiano percepito come innocuo.
  • Peso corporeo e girovita: l’eccesso di grasso addominale è legato a insulino-resistenza, ipertensione e dislipidemia.
  • Sonno e stress cronico: dormire stabilmente poco e vivere sotto stress prolungato incide su pressione, peso e comportamenti a rischio. Anche la salute mentale è prevenzione.

Screening e controlli: cosa fare e quando

Lo screening serve a trovare una malattia (o una condizione di rischio) prima che dia sintomi, quando le possibilità di trattamento sono massime. In Italia tre screening oncologici sono organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale, gratuiti e con invito attivo; le fasce d’età possono variare leggermente da regione a regione.

Gli screening oncologici organizzati

  • Tumore della mammella: mammografia ogni 2 anni per le donne tra 50 e 69 anni (diverse regioni estendono l’invito dai 45 ai 74 anni).
  • Tumore della cervice uterina: Pap test ogni 3 anni tra 25 e 29-33 anni, poi test HPV ogni 5 anni fino ai 64 anni, secondo i protocolli regionali. La vaccinazione anti-HPV nell’adolescenza è prevenzione primaria complementare.
  • Tumore del colon-retto: test del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni, in genere tra 50 e 69 anni (in alcune regioni dai 45 o fino ai 74).

Se ricevete la lettera di invito, non lasciatela nel cassetto: l’adesione agli screening in Italia è ancora troppo bassa, soprattutto al Sud. Chi ha familiarità per alcuni tumori può aver bisogno di controlli anticipati o diversi: parlatene con il medico.

I controlli cardiometabolici per fasce d’età

  • 20-39 anni: misurare la pressione almeno una volta l’anno; un controllo di colesterolo e glicemia come valore di partenza, da ripetere secondo indicazione medica, prima e più spesso se ci sono familiarità, sovrappeso o fumo.
  • 40-49 anni: pressione regolarmente; profilo lipidico e glicemia periodici; valutazione del rischio cardiovascolare globale con il medico. Per le donne, attenzione ai cambiamenti metabolici della perimenopausa.
  • 50-69 anni: oltre agli screening oncologici organizzati, controlli programmati di pressione, lipidi, glicemia e funzione renale; valutazione del rischio di osteoporosi, in particolare per le donne dopo la menopausa.
  • Dopo i 70 anni: la prevenzione non va in pensione: pressione, terapie da rivedere periodicamente con il medico, vaccinazioni raccomandate (influenza, pneumococco, herpes zoster), attenzione a vista, udito, equilibrio e rischio cadute.

Il ruolo della farmacia dei servizi

La cosiddetta “farmacia dei servizi”, riconosciuta dalla normativa italiana e promossa dal Ministero della Salute come presidio di sanità di prossimità, ha trasformato molte farmacie in un punto di primo monitoraggio, senza appuntamento e vicino a casa. Cosa potete trovare, con qualche differenza tra regioni:

  • Misurazione della pressione arteriosa: utile per scoprire un’ipertensione silente o per monitorare una terapia. L’ipertensione spesso non dà alcun sintomo: misurarla è l’unico modo per saperlo.
  • Autotest di glicemia, colesterolo e trigliceridi: sono test di primo livello su sangue capillare; un valore alterato non è una diagnosi, ma un motivo concreto per approfondire con esami di laboratorio prescritti dal medico.
  • Telemedicina: in molte farmacie è possibile eseguire ECG e holter refertati a distanza da specialisti.
  • Screening del colon-retto: in diverse regioni la farmacia distribuisce e raccoglie i kit per il sangue occulto fecale del programma organizzato.
  • Vaccinazioni e aderenza terapeutica: vaccinazione antinfluenzale e anti-Covid per gli aventi diritto, promemoria e supporto per assumere correttamente le terapie croniche. L’aderenza alle terapie è essa stessa prevenzione: una terapia per la pressione assunta a metà protegge a metà.

Il farmacista non sostituisce il medico: intercetta, misura, orienta. È l’anello che spesso trasforma un “prima o poi lo farò” in un controllo fatto davvero. E per chi convive già con una patologia, il monitoraggio regolare aiuta a prevenire le complicanze, incluse quelle dolorose di cui parliamo nella guida alla gestione del dolore cronico.

Il farmacista risponde

Ogni quanto dovrei misurare la pressione se sto bene?

Per un adulto sano, almeno una volta l’anno; più spesso se ci sono familiarità per ipertensione, sovrappeso o valori borderline in passato. Valori ottimali sono sotto 120/80 mmHg; se in misurazioni ripetute e a riposo superate i 140/90, portate i valori al vostro medico. Una singola misurazione alterata non fa diagnosi: contano le misurazioni ripetute e corrette.

Il test della glicemia in farmacia sostituisce le analisi del sangue?

No: è un test di primo livello su sangue capillare, utile per intercettare valori sospetti, ma la diagnosi di diabete o prediabete richiede esami di laboratorio su sangue venoso (glicemia a digiuno, emoglobina glicata) prescritti e interpretati dal medico. Se il valore in farmacia risulta alterato, il passo successivo è sempre il medico di famiglia, senza allarmismi ma senza rimandare.

Non ho ricevuto l’invito allo screening: devo aspettare?

No. Se rientrate nelle fasce d’età previste e non avete ricevuto l’invito, potete contattare direttamente il centro screening della vostra ASL per prenotare: il diritto allo screening non dipende dalla lettera. Se invece siete fuori fascia ma avete familiarità o sintomi, non si tratta più di screening ma di accertamenti da concordare con il medico, che vanno fatti a prescindere dai programmi organizzati.

Fonti di questo articolo

✔ Revisionato dal Dr. Alessandro Melis, farmacista — chi cura i contenuti di FarmaGPT
Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato prima della pubblicazione. Ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Leggi il disclaimer.

Categorie: