L’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), o iperico, è una pianta usata da secoli per il tono dell’umore. Alcuni studi le riconoscono un’efficacia nella depressione lieve-moderata, paragonabile in certi casi agli antidepressivi di sintesi. Ma è anche la pianta con il più alto numero di interazioni pericolose con i farmaci: qui il consiglio del farmacista non è un dettaglio, è la cosa più importante.
In questo articolo trovi cosa dice davvero la scienza sull’iperico, come si usa nella tradizione e, soprattutto, l’elenco delle interazioni da conoscere assolutamente prima di assumerlo: pillola anticoncezionale, antidepressivi SSRI, anticoagulanti e immunosoppressori. Se stai già prendendo un farmaco, leggi con attenzione la sezione dedicata.
Perché si chiama erba di San Giovanni
Il nome deriva dalla fioritura, che raggiunge il culmine intorno al 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Dai fiori si ottiene per macerazione il caratteristico “olio rosso”, tradizionalmente usato sulla pelle. La pianta è diffusa in tutta Europa e i suoi principi attivi principali sono l’ipericina e l’iperforina, responsabili sia degli effetti sull’umore sia delle interazioni farmacologiche.
A cosa serve: cosa dice la scienza
La prova più solida riguarda la depressione lieve-moderata. Una revisione Cochrane che ha analizzato numerosi studi ha concluso che gli estratti di iperico sono superiori al placebo e di efficacia paragonabile agli antidepressivi standard, con meno effetti collaterali, nei pazienti con depressione da lieve a moderata. Attenzione però: questo non vale per le forme gravi, e i risultati variano a seconda della qualità dell’estratto.
Nella tradizione l’iperico è impiegato anche per ansia lieve, disturbi del sonno e, per uso esterno, su piccole ferite e scottature grazie all’olio. Queste applicazioni hanno però evidenze più deboli. In ogni caso, un disturbo dell’umore che dura nel tempo va sempre valutato da un medico: l’automedicazione con l’iperico non è adatta a una vera depressione.
Le interazioni: qui il farmacista fa la differenza
L’iperico è un potente induttore enzimatico: stimola il citocromo CYP3A4 e la glicoproteina-P, i sistemi con cui il corpo elimina molti farmaci. Il risultato è che questi farmaci vengono smaltiti più in fretta e perdono efficacia. In altri casi somma i suoi effetti a quelli del farmaco. Ecco le situazioni più critiche.
Pillola anticoncezionale
L’iperico può ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali (pillola, cerotto, anello), con rischio di sanguinamenti intermestruali e di gravidanze indesiderate. È una delle interazioni più insidiose perché spesso ignorata. Se usi un contraccettivo orale, evita l’iperico o parlane subito con il medico.
Antidepressivi SSRI e altri farmaci serotoninergici
Associare l’iperico a SSRI (come sertralina, paroxetina, citalopram), triptani o tramadolo può causare un eccesso di serotonina, con la possibile sindrome serotoninergica (agitazione, tremori, febbre, tachicardia). Non vanno mai combinati senza controllo medico.
Anticoagulanti e cardiaci
Riduce l’effetto del warfarin e di altri anticoagulanti, aumentando il rischio di trombosi, e può abbassare i livelli di digossina e di alcuni farmaci per il cuore. Chi è in terapia anticoagulante non dovrebbe assumere iperico.
Immunosoppressori e altri farmaci salvavita
Abbassa i livelli di ciclosporina e tacrolimus (con rischio di rigetto nei trapiantati), di alcuni antiretrovirali per l’HIV e di diversi farmaci antitumorali. In questi ambiti anche una piccola riduzione dell’efficacia può avere conseguenze gravi: l’iperico è formalmente controindicato.
Il motivo di tante interazioni sta nella chimica della pianta: l’iperforina attiva un recettore cellulare che aumenta la produzione degli enzimi CYP3A4 e del trasportatore glicoproteina-P. Questi sistemi metabolizzano ed espellono una grande quantità di farmaci diversi, ed è per questo che l’iperico può interferire con terapie appartenenti a classi molto lontane tra loro. In pratica, più farmaci una persona assume, più cresce la probabilità che almeno uno sia influenzato dall’iperico. È un esempio da manuale di come una pianta “innocua” possa avere conseguenze cliniche importanti.
Effetti collaterali e controindicazioni
- Fotosensibilità: la pelle può diventare più sensibile al sole; proteggiti ed evita lampade.
- Possibili disturbi gastrointestinali, nausea, stanchezza, irrequietezza.
- Sconsigliato in gravidanza e allattamento per dati insufficienti.
- Da evitare nel disturbo bipolare (rischio di viraggio maniacale).
Un tema simile di interazioni riguarda molte piante medicinali: se ti interessa il quadro generale, leggi il nostro approfondimento sulla fitoterapia e le piante medicinali. Se invece cerchi un supporto naturale al benessere generale, può interessarti la nostra guida al magnesio come integratore.
Come si assume l’iperico
Per l’effetto sull’umore si utilizzano estratti secchi standardizzati in ipericina e iperforina, in compresse o capsule, con dosaggi definiti. Le tisane fai da te hanno una concentrazione variabile e imprevedibile, quindi non sono adatte a un uso “terapeutico”. Come per gli antidepressivi, l’effetto non è immediato: servono alcune settimane di assunzione regolare per valutarne il beneficio.
Un aspetto spesso trascurato riguarda la sospensione. Poiché l’iperico modifica l’attività degli enzimi epatici, interromperlo bruscamente può a sua volta alterare i livelli di farmaci che si stanno assumendo. Per questo, se stai già seguendo altre terapie, sia l’inizio sia la sospensione dell’iperico andrebbero gestiti con il medico, senza improvvisare.
Uso tradizionale ed esterno
Al di là dell’uso sull’umore, l’iperico ha una lunga storia di impiego popolare. Nel Medioevo era considerato una pianta protettiva e veniva raccolto proprio intorno alla notte di San Giovanni, il solstizio d’estate, momento a cui la tradizione attribuiva il massimo “potere” della pianta. L’olio rosso ottenuto dai fiori era usato per lenire piccole ferite, scottature e irritazioni cutanee.
Queste applicazioni esterne hanno evidenze scientifiche più limitate rispetto all’uso sull’umore, ma restano parte del patrimonio erboristico. Attenzione però alla fotosensibilità: dopo l’applicazione dell’olio sulla pelle è bene evitare l’esposizione al sole, per non incorrere in reazioni cutanee. Anche in questo caso vale la regola generale: un rimedio con una storia antica non è automaticamente privo di rischi.
Prima di iniziare: la checklist del farmacista
- Stai assumendo la pillola o un altro contraccettivo ormonale? L’iperico è sconsigliato.
- Prendi antidepressivi, anticoagulanti, immunosoppressori o antiretrovirali? Evitalo e parlane col medico.
- Sei in gravidanza o allattamento? Non è indicato.
- Hai in programma un intervento chirurgico? Segnala l’uso all’équipe.
- Scegli un estratto standardizzato di qualità, non preparazioni improvvisate.
Il farmacista risponde
Posso prendere l’iperico se uso la pillola?
È fortemente sconsigliato: l’iperico può ridurre l’efficacia del contraccettivo ormonale ed esporre al rischio di gravidanza. Se desideri usarlo, parlane prima con il ginecologo per valutare alternative o metodi aggiuntivi.
L’iperico è efficace come un antidepressivo?
Nelle forme lievi-moderate alcuni studi mostrano un’efficacia paragonabile, ma solo con estratti standardizzati e sotto controllo medico. Non è indicato per la depressione grave e non va iniziato o sospeso di testa propria se già segui una terapia.
Quanto tempo prima si notano gli effetti?
Come per gli antidepressivi, l’effetto sull’umore non è immediato: possono servire alcune settimane. Se dopo questo periodo non c’è beneficio, o se i sintomi peggiorano, occorre rivalutare la situazione con il medico.
Fonti di questo articolo
- Linde K, et al. “St John’s wort for major depression.” Cochrane Database of Systematic Reviews, 2008. PMID: 18843608.
- Nicolussi S, et al. “Clinical relevance of St. John’s wort drug interactions revisited.” British Journal of Pharmacology, 2020. PMC7056460.
- Izzo AA, Ernst E. “Interactions between herbal medicines and prescribed drugs: an updated systematic review.” Drugs, 2009. PMID: 19719333.
- Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) – Herbal medicinal products, Hyperici herba.
✔ Revisionato dal Dr. Alessandro Melis, farmacista — chi cura i contenuti di FarmaGPT
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