Il colpo della strega è un episodio di lombalgia acuta: un dolore improvviso e intenso nella parte bassa della schiena, che spesso compare dopo un movimento banale, come sollevare una borsa o piegarsi per allacciarsi le scarpe. Per quanto il dolore possa essere impressionante, nella grande maggioranza dei casi non c’è un danno grave: la situazione migliora spontaneamente in pochi giorni e si risolve quasi sempre entro 4-6 settimane. La cosa più importante da sapere è controintuitiva: il riposo assoluto a letto non aiuta, mentre restare attivi, per quanto il dolore lo consente, accelera il recupero. Vediamo insieme cosa fare subito, quali farmaci possono essere utili e quali segnali invece richiedono una valutazione medica.
Che cos’è il colpo della strega e perché viene
“Colpo della strega” è il nome popolare della lombalgia acuta aspecifica, cioè un dolore lombare a insorgenza improvvisa che nella maggior parte dei casi non è riconducibile a una lesione precisa e identificabile. Il dolore nasce di solito da una contrattura riflessa della muscolatura lombare, spesso associata a un sovraccarico delle strutture articolari e legamentose della colonna. La schiena si “blocca” perché i muscoli si irrigidiscono per proteggere la zona: fa male, ma è un meccanismo di difesa, non il segno di una colonna “rotta”.
I fattori che aumentano il rischio sono ben conosciuti:
- movimenti bruschi o sollevamento di pesi con tecnica scorretta (schiena flessa e carico lontano dal corpo);
- sedentarietà e muscolatura del tronco poco allenata;
- molte ore in posizioni statiche, ad esempio alla scrivania o alla guida;
- sovrappeso, fumo, stress e sonno di cattiva qualità, che abbassano la soglia del dolore;
- precedenti episodi di lombalgia, che rendono più probabili le recidive.
Cosa fare subito nelle prime 48 ore
Muoversi presto, nei limiti del dolore
Le linee guida internazionali più autorevoli, come quelle dell’American College of Physicians e del NICE britannico, sono concordi: nella lombalgia acuta bisogna rassicurare il paziente e incoraggiare il movimento precoce. Il riposo a letto prolungato irrigidisce la muscolatura, rallenta la guarigione e aumenta il rischio che il dolore diventi persistente. In pratica: nelle prime ore è normale cercare una posizione di sollievo (ad esempio sdraiati sulla schiena con le gambe piegate e i polpacci appoggiati su una sedia), ma già dal giorno successivo conviene alzarsi, camminare per casa e riprendere gradualmente le attività quotidiane, evitando solo i gesti che scatenano il dolore intenso.
Caldo o freddo?
Per la lombalgia acuta le prove scientifiche più solide riguardano il calore superficiale: una fascia autoriscaldante, una borsa dell’acqua calda o una doccia calda aiutano a rilassare la contrattura muscolare e riducono il dolore nei primi giorni. Il ghiaccio, spesso consigliato per i traumi articolari, ha un ruolo marginale nel colpo della strega: può dare un sollievo temporaneo a qualcuno, ma non ci sono prove che acceleri il recupero. In farmacia il consiglio pratico è: calore 15-20 minuti più volte al giorno, proteggendo sempre la pelle.
Farmaci: cosa può essere utile (e con quali cautele)
Antinfiammatori (FANS)
I FANS (come ibuprofene, naprossene o diclofenac, per via orale o in gel) sono considerati la prima scelta farmacologica per la lombalgia acuta, alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile, in genere pochi giorni. Non sono adatti a tutti: chi ha una storia di ulcera o gastrite, chi assume anticoagulanti, chi soffre di insufficienza renale, scompenso cardiaco o ipertensione non controllata deve parlarne prima con il medico o con il farmacista. Il paracetamolo da solo, secondo le evidenze più recenti, è poco efficace sulla lombalgia acuta, anche se resta un’opzione quando i FANS sono controindicati.
Miorilassanti: solo su indicazione medica
Quando la contrattura è molto intensa, il medico può valutare un breve ciclo di miorilassanti. Sono farmaci che richiedono ricetta e prudenza: possono dare sonnolenza, vertigini e interagire con alcol e altri farmaci sedativi. Non vanno mai assunti di propria iniziativa né guidando dopo l’assunzione. Anche l’associazione FANS + miorilassante è una decisione che spetta al medico, non al fai-da-te.
Il recupero: esercizio, prevenzione e stile di vita
Superata la fase più dolorosa, l’obiettivo diventa evitare le ricadute. Su questo le evidenze sono chiare: l’esercizio fisico regolare è la misura preventiva più efficace contro le recidive di mal di schiena. Non serve un programma complicato: camminata, nuoto, esercizi di rinforzo del tronco (core), pilates o ginnastica dolce, scelti in base alle preferenze personali, perché l’attività migliore è quella che si riesce a mantenere nel tempo. Nei casi che tardano a migliorare, un percorso con il fisioterapista aiuta a recuperare fiducia nel movimento e a correggere i gesti quotidiani, come la tecnica di sollevamento dei pesi (piegare le ginocchia, tenere il carico vicino al corpo).
Contano anche i fattori generali: mantenere un peso corporeo adeguato, non fumare, gestire lo stress e curare il riposo notturno. Dolore e sonno si influenzano a vicenda: dormire male abbassa la soglia del dolore e rallenta il recupero, come spieghiamo nella nostra guida su come migliorare il sonno per ridurre la stanchezza. Per chi soffre di frequenti contratture e crampi muscolari può essere ragionevole valutare anche l’apporto alimentare di magnesio, di cui parliamo nell’approfondimento sul magnesio come integratore: non è una cura per la lombalgia, ma contribuisce alla normale funzione muscolare.
Quando andare dal medico
La maggior parte dei colpi della strega si gestisce a casa, ma alcuni segnali richiedono una valutazione medica, in alcuni casi urgente. Rivolgiti subito al medico o al pronto soccorso se il mal di schiena si accompagna a:
- perdita di controllo di vescica o intestino, o intorpidimento nella zona genitale e perineale (possibile sindrome della cauda equina);
- debolezza progressiva o perdita di sensibilità a una o entrambe le gambe;
- febbre, brividi o perdita di peso non spiegata;
- dolore comparso dopo un trauma importante (caduta, incidente), soprattutto negli anziani o in chi soffre di osteoporosi;
- dolore notturno continuo che non cambia con la posizione, o storia personale di tumore.
Anche senza questi segnali d’allarme, è opportuno consultare il medico se il dolore non accenna a migliorare dopo 1-2 settimane, se peggiora nonostante i farmaci o se si irradia lungo la gamba sotto il ginocchio con formicolii persistenti (possibile interessamento del nervo sciatico).
Il farmacista risponde
Quanto dura un colpo della strega?
La fase acuta, quella in cui ogni movimento fa male, dura in genere da 2 a 5 giorni. Il miglioramento poi è progressivo: la maggioranza delle persone torna alle attività normali entro 2 settimane e il recupero completo avviene quasi sempre entro 4-6 settimane. Episodi ripetuti o dolore oltre le 6 settimane meritano un approfondimento medico.
Meglio stare a letto finché il dolore non passa?
No, ed è uno degli errori più comuni. Tutte le principali linee guida sconsigliano il riposo a letto prolungato: oltre le prime ore di dolore intenso, restare immobili irrigidisce la schiena e allunga i tempi di guarigione. La regola pratica è muoversi presto e spesso, entro i limiti del dolore, aumentando gradualmente le attività giorno dopo giorno.
Serve fare una radiografia o una risonanza?
In assenza di segnali d’allarme, no. Le linee guida raccomandano di non eseguire esami di imaging nella lombalgia acuta aspecifica, perché non cambiano la cura e spesso mostrano alterazioni (come piccole protrusioni discali) presenti anche in persone senza alcun dolore, generando ansia inutile. Sarà il medico a prescrivere gli esami solo se il quadro clinico lo richiede.
Fonti di questo articolo
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), Mal di schiena: cause, prevenzione e trattamenti.
- Qaseem A, Wilt TJ, McLean RM, Forciea MA. Noninvasive Treatments for Acute, Subacute, and Chronic Low Back Pain: A Clinical Practice Guideline From the American College of Physicians. Annals of Internal Medicine, 2017. DOI: 10.7326/M16-2367.
- NICE (National Institute for Health and Care Excellence), Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59).
✔ Revisionato dal Dr. Alessandro Melis, farmacista — chi cura i contenuti di FarmaGPT
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