L’onicomicosi è un’infezione delle unghie causata da funghi, che rende la lamina ungueale giallastra, ispessita e fragile. Colpisce soprattutto le unghie dei piedi e riguarda circa una persona su dieci, con frequenza crescente dopo i 60 anni. La buona notizia è che si può curare: esistono smalti e soluzioni antimicotiche da banco per le forme più lievi e farmaci orali su prescrizione per quelle più estese. Serve però pazienza, perché l’unghia guarisce solo man mano che ricresce sana: i tempi si misurano in mesi, non in settimane.
Cause e fattori di rischio
Nella grande maggioranza dei casi i responsabili sono i dermatofiti, funghi filamentosi che si nutrono della cheratina di pelle e unghie; più raramente sono coinvolti lieviti del genere Candida (soprattutto alle mani) o muffe non dermatofitiche. Gli stessi microrganismi causano spesso anche il cosiddetto piede d’atleta: non a caso una micosi della pelle tra le dita dei piedi trascurata è una delle porte d’ingresso più comuni dell’infezione ungueale.
I funghi prosperano negli ambienti caldi e umidi. Per questo l’onicomicosi predilige i piedi, chiusi per molte ore in scarpe poco traspiranti, e chi frequenta a piedi nudi piscine, docce comuni, spogliatoi e palestre.
- Età avanzata: la crescita dell’unghia rallenta e la circolazione periferica peggiora
- Diabete e disturbi della circolazione degli arti inferiori
- Difese immunitarie indebolite da malattie o farmaci immunosoppressori
- Microtraumi ripetuti dell’unghia (calzature strette, corsa, calcio)
- Sudorazione abbondante dei piedi e calzature occlusive
- Precedente piede d’atleta o familiarità per micosi
Uno stato di salute generale curato aiuta anche le difese naturali dell’organismo: su questo fronte possono interessarti i nostri approfondimenti su come migliorare la salute intestinale e sul ruolo della vitamina D.
Sintomi: come riconoscere la micosi delle unghie
L’onicomicosi di solito inizia dal bordo libero dell’unghia, quello che tagliamo, e avanza lentamente verso la base. I segni più caratteristici sono:
- macchie o striature bianco-giallastre, talvolta brunastre, che partono dal margine dell’unghia
- ispessimento della lamina, che diventa difficile da tagliare
- fragilità e sgretolamento, con materiale friabile sotto l’unghia
- distacco parziale dell’unghia dal letto ungueale (onicolisi)
- deformazione progressiva e, in alcuni casi, cattivo odore
Il dolore è raro nelle fasi iniziali, e proprio per questo molte persone rimandano il trattamento per mesi o anni, dando tempo all’infezione di estendersi.
Non tutte le unghie “malate” sono micosi
È un punto importante: circa la metà delle unghie distrofiche non è dovuta a funghi. Psoriasi, traumi ripetuti, lichen planus e semplice invecchiamento possono produrre alterazioni molto simili. Per questo, quando il quadro non è chiaro o si valuta una terapia orale, il medico può richiedere un esame micologico (osservazione al microscopio e coltura di un frammento di unghia) che conferma la diagnosi e identifica il fungo responsabile.
Trattamenti da banco: smalti e soluzioni antimicotiche
Per le forme lievi e circoscritte, il primo approccio è il trattamento topico con smalti o soluzioni ungueali a base di antimicotici. In farmacia i principi attivi di riferimento sono due.
Amorolfina
L’amorolfina in smalto al 5% si applica in genere una o due volte alla settimana, dopo aver limato la superficie dell’unghia e sgrassato la lamina con l’apposita salvietta. Lo smalto forma un film che rilascia il principio attivo in profondità nell’unghia. È una scelta comoda per chi cerca poche applicazioni settimanali.
Ciclopirox
Il ciclopirox in smalto all’8% esiste in due formulazioni: quella classica, da applicare a giorni alterni e poi con frequenza decrescente rimuovendola periodicamente con un solvente, e quella idrosolubile, da applicare ogni giorno e rimuovere semplicemente con acqua. La costanza quotidiana è il prezzo da pagare per una penetrazione regolare del farmaco.
I limiti dei trattamenti topici
È doveroso essere onesti sui limiti di questi prodotti, perché le aspettative irrealistiche sono la prima causa di abbandono della terapia:
- Tempi lunghi: servono in media 6 mesi di applicazioni per le unghie delle mani e 9-12 mesi per quelle dei piedi, senza interruzioni
- Efficacia limitata: usati da soli, gli smalti antimicotici portano alla guarigione completa solo in una minoranza dei casi; funzionano meglio nelle infezioni recenti, superficiali e limitate al bordo dell’unghia
- Non bastano se la matrice è coinvolta: quando l’infezione raggiunge la base dell’unghia (la matrice, da cui l’unghia cresce), interessa più del 50% della lamina o colpisce molte unghie, il solo trattamento locale ha poche probabilità di successo
In queste situazioni insistere per mesi con il solo smalto significa spesso perdere tempo: meglio rivolgersi al medico per valutare una terapia sistemica, eventualmente associata a quella topica.
Quando serve la terapia orale su prescrizione
Nelle onicomicosi moderate e gravi la terapia più efficace è quella orale, che raggiunge l’unghia “dall’interno” attraverso il circolo sanguigno. I due principi attivi di riferimento sono la terbinafina, considerata di prima scelta contro i dermatofiti, e l’itraconazolo, utile anche contro Candida e alcune muffe. I cicli durano in genere 6 settimane per le unghie delle mani e 12 settimane per quelle dei piedi; l’itraconazolo può essere prescritto anche a cicli intermittenti (“terapia pulsata”).
Questi farmaci richiedono la prescrizione e la supervisione del medico per ragioni precise:
- prima di iniziare è opportuno confermare la diagnosi con l’esame micologico, per non esporre ai farmaci chi non ha una micosi
- sono possibili, seppur raramente, effetti sul fegato: il medico valuta la funzionalità epatica e può richiedere controlli del sangue
- l’itraconazolo interagisce con molti altri farmaci (tra cui alcune statine e anticoagulanti) ed è sconsigliato in caso di insufficienza cardiaca
- in gravidanza, allattamento e in presenza di malattie croniche la scelta va personalizzata
Nei casi più ostinati il dermatologo può associare altre strategie, come la rimozione meccanica o chimica della parte di unghia infetta, e in centri selezionati la terapia laser o fotodinamica.
Prevenzione: come evitare infezione e ricadute
Le recidive sono frequenti, anche dopo una cura riuscita. Alcune abitudini riducono molto il rischio:
- asciugare con cura i piedi dopo la doccia, soprattutto tra le dita
- indossare ciabatte in piscina, nelle docce comuni e negli spogliatoi
- preferire scarpe traspiranti e calze di fibre naturali, da cambiare ogni giorno
- non condividere forbicine, tagliaunghie, lime e asciugamani
- trattare subito il piede d’atleta e igienizzare o sostituire le calzature usate durante l’infezione
- tenere le unghie corte e pulite, senza traumatizzarle
Quando andare dal medico
Il consiglio del farmacista può bastare per una macchia iniziale e circoscritta su una o due unghie. Rivolgiti invece al medico di famiglia o al dermatologo se:
- l’alterazione parte dalla base dell’unghia o interessa più di metà della lamina
- sono colpite molte unghie o l’unghia è molto ispessita e deformata
- dopo 3-6 mesi di trattamento topico corretto non vedi ricrescere unghia sana dalla base
- hai diabete, problemi di circolazione o difese immunitarie ridotte: in questi casi anche una micosi banale va gestita con il medico, per il rischio di complicanze e sovrainfezioni
- compaiono dolore, arrossamento, gonfiore o pus intorno all’unghia
- non sei sicuro che si tratti davvero di micosi: la diagnosi certa evita mesi di cure inutili
Il farmacista risponde
Le domande che ricevo più spesso al banco su questo tema, con le risposte che do ai miei clienti. Se vuoi sapere chi cura i contenuti di FarmaGPT, trovi tutto nella pagina dedicata.
Quanto tempo ci vuole per guarire da un’onicomicosi?
Molto più di quanto si immagini: l’unghia infetta non “guarisce”, viene sostituita da unghia nuova che cresce dalla base. Un’unghia dell’alluce si rinnova completamente in 12-18 mesi. Il primo segnale positivo è una striscia di unghia sana che avanza dalla base: se compare, la terapia sta funzionando, anche se la punta appare ancora rovinata.
I rimedi naturali come tea tree oil e aceto funzionano?
Le prove scientifiche a loro favore sono deboli e aneddotiche. Possono avere una blanda azione antisettica, ma nessuno di questi rimedi ha dimostrato un’efficacia paragonabile agli antimicotici in studi clinici affidabili. Il rischio concreto è perdere mesi preziosi mentre l’infezione avanza verso la matrice, rendendo poi necessaria la terapia orale.
La micosi delle unghie è contagiosa?
Sì, anche se non in modo fulmineo. I funghi si trasmettono attraverso frammenti di pelle e unghia lasciati su pavimenti umidi, asciugamani, calzature e strumenti per manicure condivisi. Si può trasmettere ai familiari e anche a sé stessi, da un’unghia all’altra o dalla pelle dei piedi alle unghie. Per questo igiene personale e trattamento precoce proteggono anche chi vive con te.
Fonti di questo articolo
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), “Micosi: cosa sono, come si evitano, manifestano e curano” — issalute.it
- Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida, “Management dell’onicomicosi” (AIP-AMPI, 2024) — iss.it
- ADOI (Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani), “Onicomicosi o micosi delle unghie: diagnosi e trattamento” — adoi.it
- Lipner SR, Scher RK. “Onychomycosis: Clinical overview and diagnosis”. J Am Acad Dermatol. 2019;80(4):835-851. PMID: 29959961
- Lipner SR, Scher RK. “Onychomycosis: Treatment and prevention of recurrence”. J Am Acad Dermatol. 2019;80(4):853-867. PMID: 29959962
✔ Revisionato dal Dr. Alessandro Melis, farmacista — chi cura i contenuti di FarmaGPT
Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato prima della pubblicazione. Ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Leggi il disclaimer.
