I denti da latte (o decidui) sono 20: iniziano a spuntare in genere tra i 6 e gli 8 mesi, completano l’arcata intorno ai 2 anni e mezzo e cominciano a cadere verso i 6 anni, quando arrivano i permanenti. Nonostante siano “provvisori”, vanno curati esattamente come i denti definitivi: servono a masticare, a parlare bene e soprattutto a mantenere lo spazio per i denti che verranno. E sì, anche i denti da latte si cariano — più in fretta dei permanenti — quindi spazzolino e dentifricio al fluoro si iniziano con il primo dentino, non “quando sarà più grande”.
A cosa servono i denti da latte
C’è un mito duro a morire: “tanto poi cadono, perché curarli?”. In realtà i denti decidui hanno tre funzioni preziose. Permettono una masticazione corretta proprio negli anni in cui il bambino impara a mangiare di tutto; partecipano allo sviluppo del linguaggio, perché molti suoni si articolano appoggiando la lingua ai denti; e fanno da “segnaposto” per i permanenti: se un dente da latte si perde troppo presto per una carie, i denti vicini tendono a inclinarsi nello spazio vuoto e il dente definitivo può trovare la strada sbarrata, con futuri problemi di allineamento.
Il calendario dell’eruzione: quando spuntano
Ogni bambino ha i suoi tempi, e scarti anche di parecchi mesi rispetto alle medie sono normali. Indicativamente, secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la sequenza è questa:
- 6-8 mesi: incisivi centrali inferiori (di solito i primi), poi i superiori;
- 9-13 mesi: incisivi laterali;
- 12-18 mesi: primi molaretti;
- 16-22 mesi: canini;
- fino a circa 26-30 mesi: secondi molaretti, che completano i 20 denti (10 per arcata).
La dentizione può accompagnarsi a gengive gonfie, salivazione abbondante e irritabilità. Su cosa aiuta davvero (e cosa no, come i vecchi gel con anestetici o le collanine d’ambra, da evitare) trovi la nostra guida su febbre e dentizione nei bambini.
Quando cadono: il passaggio ai denti permanenti
Il ricambio inizia in genere intorno ai 6 anni, quasi sempre dagli incisivi centrali inferiori, gli stessi che erano spuntati per primi. Contemporaneamente, dietro l’ultimo molaretto da latte, erompe il primo molare permanente: un dente importantissimo che non sostituisce nessun deciduo e che molti genitori scambiano per un dente da latte, trascurandolo. Tra gli 8 e i 10 anni il bambino attraversa la fase di “dentizione mista”, con denti da latte e permanenti che convivono; tra i 10 e i 13 anni cadono canini e molaretti e arrivano premolari e secondi molari. Il ricambio si completa di norma intorno ai 12-13 anni. Curiosità utile: gli incisivi permanenti appena spuntati hanno spesso un margine “seghettato” (mammellonato) e possono sembrare grandi e giallini rispetto ai decidui — è tutto normale, si armonizzano con la crescita.
La carie nei denti da latte: perché è più aggressiva
Lo smalto dei denti decidui è più sottile e meno mineralizzato di quello dei permanenti, e la polpa (la parte viva del dente) è proporzionalmente più ampia: una carie che in un adulto impiegherebbe anni a diventare profonda, in un dente da latte può arrivare alla polpa in pochi mesi, causando dolore e ascessi. Inoltre un’infezione su un deciduo può danneggiare il germe del dente permanente che si sta formando sotto. Per questo ogni macchiolina scura o bianco-gessosa sui dentini merita un controllo dal dentista, senza aspettare che il bambino si lamenti.
La carie da biberon
È la forma più precoce e più evitabile: colpisce i bambini che si addormentano con il biberon contenente bevande zuccherate — camomilla con zucchero o miele, succhi, latte con biscotto sciolto — o con il ciuccio intinto nel miele. Durante il sonno la saliva diminuisce e gli zuccheri ristagnano sui denti per ore: gli incisivi superiori possono cariarsi in modo esteso già a 2-3 anni. Le regole d’oro: il biberon della nanna, se serve, solo con acqua; mai dolcificare ciuccio o tettarella; passare al bicchiere intorno all’anno di età.
Igiene e fluoro: come proteggere i dentini
Le Linee guida nazionali del Ministero della Salute per la salute orale in età evolutiva raccomandano di iniziare l’igiene fin dai primi mesi e indicano nel fluoro per via topica (cioè con il dentifricio) lo strumento più efficace di prevenzione della carie. In pratica:
- prima dei denti: pulire le gengive con una garzina umida dopo le poppate;
- dal primo dentino: spazzolino a setole morbide due volte al giorno con dentifricio al fluoro (almeno 1000 ppm), in dose “chicco di riso” fino ai 3 anni e “pisello” dai 3 ai 6, sempre con la supervisione di un adulto;
- dai 6 anni: dentifricio con 1450 ppm di fluoro, imparando a sputare senza sciacquare troppo;
- limitare zuccheri e cibi appiccicosi fuori pasto; attenzione anche a succhi e bevande “senza zuccheri aggiunti” ma acide;
- prima visita odontoiatrica tra i 18 e i 24-36 mesi, e poi controlli periodici; il dentista valuterà anche le sigillature dei solchi dei molari permanenti a 6 anni.
Le integrazioni di fluoro in gocce o compresse oggi non si danno più di routine: si valutano con pediatra o dentista solo in casi particolari, per bilanciare beneficio e rischio di fluorosi. Per la tecnica di spazzolamento e la scelta dei prodotti trovi approfondimenti nella nostra guida all’igiene orale.
Quando andare dal pediatra o dal dentista
- macchie bianche opache, gialle o brune sui denti, o un dentino che si scheggia senza traumi;
- dolore, gonfiore della gengiva o della guancia, alito cattivo persistente, febbre associata: possibile ascesso, serve una valutazione rapida;
- trauma con dente che si muove, cambia colore o si infigge nella gengiva (frequentissimo tra 1 e 3 anni);
- nessun dente spuntato dopo i 12-15 mesi, o ricambio molto in ritardo rispetto ai coetanei;
- dente permanente che spunta dietro il deciduo ancora saldo (“doppia fila”): niente panico, ma va visto dal dentista;
- chiazze bianche sulla lingua o sulle guance nel lattante: potrebbero non essere latte ma mughetto, da mostrare al pediatra.
Il farmacista risponde
Che dentifricio scelgo per un bambino di 2 anni?
Un dentifricio pediatrico con 1000 ppm di fluoro (lo trovi indicato sul retro della confezione), in quantità minima: una traccia grande come un chicco di riso. A questa dose il fluoro protegge lo smalto senza rischi, anche se un po’ viene ingerito. Diffida dei dentifrici “senza fluoro” per la prevenzione della carie: senza fluoro, l’effetto protettivo principale viene a mancare.
Il dentino cade e sanguina: cosa faccio?
Nessuna urgenza: fai mordere per qualche minuto una garza sterile pulita, il sanguinamento si ferma da solo. Evita cibi molto caldi per qualche ora. Se invece a cadere (o rompersi) per un trauma è un dente, conserva il frammento in soluzione fisiologica o latte e vai dal dentista: per i denti da latte il reimpianto non si fa, ma la visita serve a controllare che il permanente sottostante non abbia subito danni.
Serve davvero curare una carie su un dente che cadrà?
Sì. Una carie non curata fa male, può infettarsi e può danneggiare il dente permanente in formazione; inoltre la perdita precoce del deciduo ruba spazio ai denti definitivi. Le cure sui denti da latte sono in genere semplici e rapide, soprattutto se la carie è presa all’inizio: un motivo in più per i controlli periodici anche quando “va tutto bene”.
Fonti di questo articolo
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “Eruzione dentaria: dai denti da latte ai denti permanenti”
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “Carie dentale nei denti da latte e nei denti permanenti”
- Ministero della Salute, “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”
✔ Revisionato dal Dr. Alessandro Melis, farmacista — chi cura i contenuti di FarmaGPT
Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato prima della pubblicazione. Ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Leggi il disclaimer.
