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Allergie primaverili: sintomi, rimedi e calendario pollini

Allergie primaverili

Le allergie primaverili sono reazioni eccessive del sistema immunitario ai pollini rilasciati nell’aria da alberi, erbe e piante erbacee tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate. La forma più comune è la rinite allergica stagionale (spesso chiamata “febbre da fieno”), che si manifesta con starnuti a raffica, naso che cola, prurito a naso e occhi e lacrimazione. Nella maggior parte dei casi i sintomi si controllano bene con antistaminici da banco come cetirizina e loratadina, con i lavaggi nasali e con alcune semplici strategie per ridurre l’esposizione ai pollini. In questa guida vediamo come riconoscerla, come distinguerla da un raffreddore e quando rivolgersi al medico.

Che cosa sono le allergie primaverili e quali sono le cause

Un’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario verso sostanze normalmente innocue, dette allergeni. Nel caso delle allergie primaverili l’allergene è il polline: quando una persona predisposta lo inala, il suo organismo produce anticorpi di tipo IgE che, al contatto successivo con lo stesso polline, innescano il rilascio di istamina e di altri mediatori dell’infiammazione. È l’istamina la principale responsabile di starnuti, prurito, naso chiuso e occhi arrossati: per questo i farmaci di riferimento si chiamano antistaminici.

La predisposizione alle allergie ha una forte componente familiare: avere uno o entrambi i genitori allergici aumenta la probabilità di sviluppare una pollinosi. Contano però anche i fattori ambientali, come l’inquinamento atmosferico, che può rendere i pollini più aggressivi e le mucose respiratorie più sensibili. I cambiamenti climatici, inoltre, stanno allungando le stagioni polliniche: le fioriture iniziano prima e durano più a lungo, e i sintomi di molti pazienti non si limitano più alla sola primavera.

Il calendario dei pollini: quali piante fioriscono e quando

Conoscere il calendario pollinico è il primo passo per gestire l’allergia: sapere quando fiorisce la pianta a cui si è sensibili permette di iniziare la terapia per tempo e di pianificare le attività all’aperto. In Italia, con le dovute differenze tra Nord e Sud e tra pianura e montagna, i periodi indicativi sono questi:

  • Cipresso e altre cupressacee: da gennaio ad aprile, con picco tra febbraio e marzo; responsabile di molte “allergie invernali” scambiate per raffreddori.
  • Betulla, nocciolo, ontano (betulacee): da febbraio a maggio, particolarmente rilevanti nel Nord Italia.
  • Graminacee: da aprile a luglio, con picco tra maggio e giugno; sono la causa più frequente di rinite allergica primaverile nel nostro Paese.
  • Parietaria (urticacee): da marzo a ottobre, con stagione molto lunga soprattutto al Centro-Sud e nelle zone costiere.
  • Olivo: da maggio a giugno, tipico delle regioni mediterranee.
  • Ambrosia e altre composite: da agosto a settembre, importanti soprattutto in alcune aree della Pianura Padana.

Questi intervalli sono orientativi: le concentrazioni reali variano di settimana in settimana in base al meteo. Per dati aggiornati sulla propria zona si possono consultare i bollettini della rete italiana di monitoraggio aerobiologico POLLnet, coordinata dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, oppure i bollettini e le previsioni dei pollini curati dagli allergologi dell’AAIITO (trovi i riferimenti tra le fonti in fondo all’articolo).

Sintomi: come riconoscere un’allergia primaverile

I sintomi della pollinosi interessano soprattutto naso, occhi e vie respiratorie e tendono a peggiorare all’aperto, nelle giornate ventose e asciutte, mentre migliorano con la pioggia, che “lava” l’aria dai pollini. I più comuni sono:

  • starnuti ripetuti, spesso in serie ravvicinate;
  • naso che cola con secrezioni chiare e acquose, oppure naso chiuso;
  • prurito a naso, palato, gola e orecchie;
  • occhi rossi, che lacrimano e prudono (congiuntivite allergica);
  • tosse stizzosa, sensazione di gola irritata;
  • stanchezza, sonno disturbato e difficoltà di concentrazione, conseguenza della congestione nasale notturna.

Nei soggetti predisposti l’allergia può interessare anche i bronchi, con respiro sibilante, senso di costrizione al petto e tosse insistente: in questo caso si parla di asma allergico, una condizione che richiede sempre una valutazione medica. Se ti stai chiedendo come interpretare una tosse che dura da settimane, può esserti utile anche la nostra guida su tosse secca o grassa.

Allergia o raffreddore? Le differenze

Distinguere una rinite allergica da un raffreddore comune non è sempre immediato, perché molti sintomi si sovrappongono. Ci sono però alcuni indizi utili:

  • Durata: il raffreddore, di origine virale, si risolve in genere in 7-10 giorni; l’allergia dura finché dura l’esposizione al polline, anche settimane o mesi.
  • Prurito: il prurito intenso a naso, occhi e palato è tipico dell’allergia ed è raro nel raffreddore.
  • Febbre e dolori: febbricola, malessere generale e dolori muscolari orientano verso un’infezione virale; l’allergia non dà febbre, nonostante il nome popolare “febbre da fieno”.
  • Secrezioni nasali: nell’allergia restano chiare e acquose; nel raffreddore tendono a diventare dense e giallastre dopo qualche giorno.
  • Andamento: sintomi che si ripresentano ogni anno nello stesso periodo, o che peggiorano all’aperto e migliorano in casa con le finestre chiuse, suggeriscono un’allergia.

In caso di dubbio, la conferma arriva dalle prove allergiche (prick test cutanei o dosaggio delle IgE specifiche nel sangue), prescritte dal medico ed eseguite dallo specialista allergologo.

Rimedi e trattamenti da banco

Per la rinite allergica lieve o moderata la farmacia offre diverse opzioni senza obbligo di ricetta. La scelta va comunque personalizzata: parlane con il farmacista, soprattutto se assumi altri farmaci, se soffri di patologie croniche o se il rimedio è destinato a un bambino, a una donna in gravidanza o a una persona anziana.

Antistaminici orali: cetirizina, loratadina e gli altri

Gli antistaminici orali di seconda generazione sono il trattamento da banco di riferimento. Bloccano i recettori dell’istamina e riducono starnuti, prurito, naso che cola e sintomi oculari. I principi attivi più usati sono cetirizina, loratadina, fexofenadina ed ebastina; su prescrizione o consiglio medico si usano anche i derivati più recenti come levocetirizina e desloratadina. Rispetto agli antistaminici di prima generazione danno molta meno sonnolenza, anche se la sensibilità individuale varia: la cetirizina, per esempio, può risultare leggermente più sedativa della loratadina in alcune persone. In genere si assumono una volta al giorno e l’effetto compare entro un’ora circa.

Un consiglio pratico: se sai già di essere allergico, iniziare l’antistaminico all’avvio della stagione pollinica, senza aspettare che i sintomi diventino intensi, aiuta a controllarli meglio. Evita l’alcol durante la terapia e verifica la tua reazione al farmaco prima di metterti alla guida.

Spray nasali, lavaggi e colliri

Accanto agli antistaminici orali, altri rimedi disponibili in farmacia possono completare il trattamento:

  • Lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica: rimuovono meccanicamente i pollini dalle mucose e fluidificano il muco; sono sicuri anche nei bambini e in gravidanza.
  • Spray nasali a base di corticosteroidi: riducono l’infiammazione della mucosa e sono molto efficaci sulla congestione; alcuni sono disponibili senza ricetta per l’adulto, ma vanno usati con costanza e secondo le indicazioni del foglietto illustrativo.
  • Colliri antistaminici o a base di acido cromoglicico: utili quando prevalgono i sintomi oculari.
  • Decongestionanti nasali: liberano rapidamente il naso chiuso, ma non vanno usati per più di 5-7 giorni consecutivi, per il rischio di congestione “di rimbalzo” e dipendenza dallo spray.

Nei casi più importanti lo specialista può proporre l’immunoterapia allergene-specifica (il cosiddetto “vaccino per l’allergia”), l’unico trattamento in grado di modificare la storia naturale della malattia, riducendo nel tempo la sensibilità al polline.

Prevenzione: come ridurre l’esposizione ai pollini

Nessuna misura elimina del tutto il contatto con i pollini, ma alcune abitudini riducono sensibilmente la quantità di allergene che raggiunge le mucose:

  • consulta i bollettini pollinici della tua zona e limita le attività all’aperto nelle giornate con concentrazioni elevate, soprattutto se ventose;
  • arieggia la casa la mattina presto o dopo la pioggia, tenendo le finestre chiuse nelle ore centrali della giornata;
  • in auto viaggia con i finestrini chiusi e mantieni efficienti i filtri antipolline dell’abitacolo;
  • al rientro a casa fai una doccia e lava i capelli, dove i pollini si depositano facilmente, e cambia gli abiti;
  • non stendere il bucato all’aperto nei giorni di picco pollinico;
  • all’aperto usa occhiali da sole avvolgenti e, nelle giornate peggiori, una mascherina;
  • evita di tagliare l’erba o di sostare vicino a prati appena falciati nel periodo delle graminacee.

Anche lo stile di vita conta: alimentazione equilibrata, buon riposo e cura del microbiota intestinale, che dialoga con il sistema immunitario, contribuiscono al benessere dell’organismo. Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida su come migliorare la salute intestinale e quella dedicata alla vitamina D, un nutriente coinvolto nella normale funzione del sistema immunitario.

Quando andare dal medico

L’automedicazione è appropriata per i sintomi lievi e occasionali, ma ci sono situazioni in cui è necessario rivolgersi al medico di famiglia o allo specialista allergologo:

  • i sintomi non migliorano dopo alcuni giorni di antistaminico da banco, o peggiorano nonostante la terapia;
  • compaiono respiro sibilante, fiato corto, tosse persistente o senso di oppressione al petto: potrebbero indicare un asma allergico;
  • i disturbi durano molte settimane, disturbano il sonno o interferiscono con lavoro e studio;
  • non hai mai eseguito le prove allergiche e vuoi identificare con certezza il polline responsabile;
  • sei in gravidanza o allattamento, oppure i sintomi riguardano un bambino piccolo: la scelta del farmaco va sempre concordata con il medico o il pediatra;
  • assumi già altri farmaci o soffri di malattie croniche (per esempio glaucoma, ipertrofia prostatica, patologie cardiache) che possono interagire con alcuni antiallergici.

Rivolgiti subito al pronto soccorso, o chiama il 112/118, in caso di difficoltà respiratoria improvvisa, gonfiore di labbra, lingua o gola, orticaria diffusa con malessere generale: sono possibili segni di una reazione allergica grave.

Il farmacista risponde

Gli antistaminici da banco fanno dormire?

Gli antistaminici di seconda generazione come loratadina, cetirizina, fexofenadina ed ebastina attraversano poco la barriera emato-encefalica e causano sonnolenza molto meno spesso di quelli di prima generazione. La risposta è però individuale: se noti sonnolenza, prova ad assumere il farmaco la sera e non guidare finché non sai come reagisci. Evita in ogni caso l’associazione con alcolici.

Posso prendere l’antistaminico tutti i giorni per tutta la stagione?

Nella rinite allergica stagionale l’assunzione regolare per il periodo di pollinazione è una modalità d’uso comune e in genere ben tollerata: gli antistaminici di seconda generazione non danno assuefazione. Se però ti accorgi di aver bisogno del farmaco per molte settimane ogni anno, parlane con il medico: potrebbe valere la pena eseguire le prove allergiche e valutare terapie di fondo come i corticosteroidi nasali o l’immunoterapia specifica.

Le allergie primaverili possono comparire da adulti?

Sì. Anche se la pollinosi esordisce spesso nell’infanzia o nell’adolescenza, può manifestarsi per la prima volta a qualsiasi età, anche dopo i 40 o 50 anni. Un “raffreddore” che ritorna ogni primavera, dura più di dieci giorni e si accompagna a prurito di naso e occhi merita una valutazione allergologica, a qualsiasi età.

Fonti di questo articolo

  • ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — “Rinite allergica”: issalute.it
  • ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — “Allergia”: issalute.it
  • POLLnet — Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico (SNPA/ISPRA), bollettini e dati pollinici regionali: pollnet.isprambiente.it
  • AAIITO (Associazione Allergologi e Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri) — Pollini e Allergia, bollettini e previsioni dei pollini: pollinieallergia.net

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