La paronichia – chiamata comunemente giradito o perionissi – è l’infiammazione della piega di pelle che circonda l’unghia di un dito della mano o del piede. Si riconosce da rossore, gonfiore, calore e dolore pulsante ai lati o alla base dell’unghia. Nella forma acuta, quasi sempre di origine batterica, i casi lievi si risolvono spesso in pochi giorni con impacchi caldi ripetuti e un antisettico; quando però compare una raccolta di pus (ascesso), o se il dolore peggiora nonostante le cure, serve il medico, perché il pus va drenato e talvolta occorre un antibiotico. Esiste anche una forma cronica, legata all’acqua e agli irritanti, che richiede un approccio diverso e più paziente.
Che cos’è la paronichia e perché viene
La piega ungueale e la cuticola formano una barriera che sigilla lo spazio tra pelle e unghia. Quando questa barriera si rompe, batteri (soprattutto stafilococchi e streptococchi presenti sulla pelle) o miceti come la Candida possono penetrare e moltiplicarsi. Le “porte d’ingresso” più comuni sono:
- manicure aggressive con taglio o rimozione delle cuticole;
- l’abitudine di mangiarsi le unghie o strappare le pellicine;
- piccole ferite, spine, schegge, punture;
- unghie incarnite (soprattutto all’alluce);
- succhiamento del dito nei bambini;
- contatto prolungato e ripetuto con acqua, detersivi e sostanze irritanti.
Paronichia acuta e cronica: due problemi diversi
La forma acuta insorge in poche ore o giorni, di solito su un solo dito, ed è in genere batterica: dolore vivo, gonfiore e talvolta pus. La forma cronica dura sei settimane o più, spesso su più dita, con cuticole scomparse, pelle arrossata e ispessita e unghie che crescono deformate: colpisce chi tiene a lungo le mani in acqua (baristi, cuochi, addetti alle pulizie, casalinghe) e riconosce una combinazione di irritazione, dermatite da contatto e colonizzazione da Candida. Anche alcune terapie farmacologiche (per esempio i retinoidi o alcuni farmaci oncologici) possono favorirla: se il sospetto c’è, parlatene con medico o farmacista.
Come si cura il giradito: i rimedi in automedicazione
Impacchi caldi: il primo gesto utile
Nelle prime fasi, quando c’è rossore e dolore ma non ancora pus, gli impacchi in acqua calda sono il rimedio più efficace: immergete il dito in acqua calda (non bollente) per 10-15 minuti, 3-4 volte al giorno. Il calore aumenta l’afflusso di sangue, aiuta le difese locali e allevia il dolore. Dopo l’impacco asciugate bene il dito, tamponando senza strofinare.
Antisettici e protezione
Dopo ogni impacco applicate un antisettico a base, per esempio, di iodopovidone o clorexidina, che trovate in farmacia in soluzione o crema. Coprite con una garza traspirante se il dito è esposto a sporco o sfregamento, cambiandola ogni giorno. Per il dolore, se non ci sono controindicazioni personali, si può ricorrere a paracetamolo o ibuprofene alle dosi indicate: chiedete consiglio al farmacista, soprattutto se assumete altri farmaci.
Cosa non fare
- non bucate né spremete la zona gonfia con aghi o strumenti casalinghi: rischiate di diffondere l’infezione in profondità;
- non strappate pellicine o pezzi di unghia;
- non applicate antibiotici in crema di vostra iniziativa e a lungo: possono sensibilizzare la pelle e selezionare germi resistenti; usateli solo se indicati dal medico;
- non trascurate un dolore che aumenta: l’infezione vicino all’unghia può estendersi.
La forma cronica: proteggere, più che disinfettare
Nella paronichia cronica il pilastro della cura è tenere le mani asciutte e protette: guanti di cotone sotto guanti impermeabili per i lavori umidi, emollienti più volte al giorno, evitare manicure aggressive. Il medico può prescrivere creme cortisoniche per la componente infiammatoria ed eventualmente antimicotici. La guarigione è lenta: servono settimane o mesi, e la ricrescita normale dell’unghia richiede ancora più tempo. La logica è la stessa che vale per ogni pelle sollecitata da umidità e sfregamento, come raccontiamo anche nella guida alla cura della pelle nella gestione della stomia: barriera, protezione e costanza.
Non confondere il giradito con altri problemi dell’unghia
Non tutto ciò che fa male vicino all’unghia è una paronichia. L’unghia incarnita è la penetrazione del bordo dell’unghia nella pelle: può causare a sua volta un giradito, ma richiede anche la correzione del taglio o, nei casi ripetuti, una piccola procedura dal podologo o dal medico. L’onicomicosi (micosi dell’unghia) ispessisce e ingiallisce la lamina senza dolore acuto, e si tratta con antimicotici specifici, spesso per mesi. Il patereccio erpetico, causato dal virus dell’herpes, dà vescicole raggruppate e brucianti sul polpastrello: si cura in modo del tutto diverso e inciderlo sarebbe un errore. Infine, un’unghia dolente e scura dopo un trauma è di solito un ematoma. Se il quadro non vi è chiaro, una foto mostrata al farmacista può aiutare a orientarvi, ma la diagnosi resta compito del medico.
Prevenzione: piccole abitudini che fanno la differenza
- non tagliate le cuticole: al massimo spingetele delicatamente dopo il bagno;
- tagliate le unghie dritte e non troppo corte, per prevenire le unghie incarnite;
- usate i guanti per detersivi, giardinaggio e lavori manuali;
- idratate mani e contorno unghie con una crema emolliente;
- evitate di mangiarvi le unghie e di succhiare le dita (nei bambini, con pazienza);
- disinfettate subito ogni piccola ferita vicino all’unghia;
- se frequentate centri estetici, assicuratevi che gli strumenti siano sterilizzati.
Quando andare dal medico
Contattate il medico (o il pronto soccorso nei casi più evidenti) se:
- vedete o sospettate una raccolta di pus (zona biancastra o giallastra, tesa, molto dolente): l’ascesso va inciso e drenato da mani esperte, non a casa;
- dopo 2-3 giorni di impacchi e antisettico il quadro non migliora o peggiora;
- compaiono febbre, striature rosse che risalgono il dito o la mano, gonfiore che si estende;
- il dolore è intenso e pulsante e impedisce di dormire;
- avete diabete, problemi di circolazione o difese immunitarie ridotte (chemioterapia, cortisone cronico, immunosoppressori): in questi casi ogni infezione del dito va vista precocemente dal medico;
- la paronichia dura da più di sei settimane o continua a ripresentarsi: serve inquadrare la forma cronica ed escludere altre condizioni della pelle o dell’unghia.
Il farmacista risponde
Posso bucare da solo la bolla di pus per far uscire il pus?
No. Con aghi o forbicine non sterili rischiate di spingere i batteri più in profondità, fino ai tendini o all’osso nei casi peggiori. Il drenaggio di un ascesso è una piccola procedura che il medico esegue in sicurezza e che dà sollievo quasi immediato. Nel frattempo continuate gli impacchi caldi, che a volte favoriscono il drenaggio spontaneo.
Serve sempre l’antibiotico per un giradito?
No. Le forme lievi, prese all’inizio, guariscono spesso con soli impacchi caldi e antisettici. L’antibiotico – locale o per bocca – è una decisione del medico, riservata ai casi con estensione dell’infezione, ascesso drenato, febbre o pazienti a rischio come i diabetici. Usare antibiotici quando non servono favorisce le resistenze batteriche.
Mio figlio si succhia il pollice e ha spesso il giradito: cosa faccio?
Nei bambini la saliva macera la pelle attorno all’unghia e apre la strada ai germi, compresi quelli del cavo orale. Trattate l’episodio con impacchi e antisettico come per l’adulto (con prodotti adatti all’età: chiedete in farmacia) e lavorate soprattutto sull’abitudine, con gradualità. Se il dito è molto gonfio, c’è pus o il bambino ha febbre, fatelo vedere dal pediatra.
Fonti di questo articolo
- Leggit JC. Acute and Chronic Paronychia. Am Fam Physician. 2017;96(1):44-51. PMID: 28671378
- Dulski A, Edwards CW. Paronychia. StatPearls, NCBI Bookshelf. ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK544307
- Relhan V, Bansal A. Acute and Chronic Paronychia Revisited: A Narrative Review. J Cutan Aesthet Surg. 2022;15(1):1-16. PMID: 35655642
✔ Revisionato dal Dr. Alessandro Melis, farmacista — chi cura i contenuti di FarmaGPT
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